· 

CORONAVIRUS E PULIZIA DEL...LINGUAGGIO!

Il 30 gennaio 2020, dopo la seconda riunione del Comitato di sicurezza, il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il focolaio internazionale di COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern – PHEIC), come sancito dal regolamento sanitario internazionale.

La dichiarazione di PHEIC comporta per l’OMS fornire raccomandazioni e misure temporanee, che non sono vincolanti per i Paesi, ma che sono significative sia dal punto di vista pratico che politico relativamente a: viaggi, commerci, quarantena, screening e trattamento.

Per “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” si intende “un evento straordinario che può costituire una minaccia sanitaria per gli Stati membri attraverso la diffusione della malattia e richiedere una risposta coordinata a livello internazionale”.

Ho voluto fare questa premessa perché la ritengo pulita ed esplicativa in merito a quanto accaduto e successive modificazioni in corso, peccato però così pulita non sia stata e non è, la terminologia utilizzata, soprattutto dai media e varie trasmissioni di intrattenimento, per esprimere ciò che accadeva e accade tutt’ora. Mi è capitato spesso sentir pronunciare la parola MOSTRO invece che VIRUS e allora penso… va bene parlare per associazioni ma i significati sono completamente diversi, la parola mostro per significato letterario si riferisce sempre e comunque ad una persona o un personaggio, una creatura fantastica con caratteristiche positive o negative mentre, la parola virus indica esattamente quel fenomeno da cui oggi siamo intimiditi e che letteralmente è il termine con cui si designa una particella infettiva. Proseguendo nelle discrepanze linguistiche ecco che sento dire GUERRA che letteralmente significa lotta, contrasto fra Stati derivante da conflitti ideologici , politici, economici piuttosto che PANDEMIA che letteralmente si riferisce ad un’epidemia con tendenza a diffondersi rapidamente attraverso vastissimi territori o continenti, e quindi, anche in questo caso, o ci sfugge qualcosa di più sottile e quindi possiamo considerarci in guerra oppure, molto più semplicemente, ci piace arricchire il linguaggio con parole non proprio indicate per le espressioni dei vissuti.

In ultimo, e questo mi sta più a cuore di tutto quello fin’ora scritto, la distinzione assoluta tra DISTANZIAMENTO SOCIALE e DISTANZIAMENTO FISICO. La distanza fisica si misura in metri o centimetri e rappresenta la distanza geografica tra una persona ed un’altra ed è, quanto accertato ad oggi,  questa l’unica che ci protegge da un eventuale contagio, mentre la distanza sociale è la misura della distanza tra confini sociali e quindi confinare qualsiasi tipo di socializzazione tra persone, situazione mai raccomandata per sopravvivere a periodi di difficoltà personale o collettiva.

Questo articolo vuole richiamare l’attenzione di quanti lo leggeranno di come l’utilizzo di una terminologia, spesso non corretta, richiama alla mente pensieri altrettanto non corretti e quindi, quanto l’elaborazione del linguaggio può rappresentare una metodologia per cambiare i pensieri ed i comportamenti di una o più persone allo scopo, non sempre, di agevolarli nella comprensione dei vissuti.

 

Dr.ssa Alessandra Gatti - Psicopedagogista

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Dalila Drazza (lunedì, 11 maggio 2020 17:35)

    Ottimo articolo! Aiuta a comprendere meglio il significato di certi termini, e può guidarci ad affrontare con maggiore senso di realtà la cosiddetta "fase2"